
La sera dello scorso 13 maggio, lo spazio milanese di Officina 440 ha ospitato “Intorno al Pianoforte”, un evento che ha saputo fondere l’alto artigianato e la grande musica in un’esperienza unica per il pubblico intervenuto.
La prima parte dell’incontro si è svolta direttamente all’interno del laboratorio di Officina 440: gli ospiti hanno infatto avuto l’opportunità di immergersi in un autentico percorso di scoperta, apprendendo dalle parole dei fondatori come è nata e come viene condotta questa realtà.
L’affascinante racconto di un lavoro artigianale sofisticato, minuzioso e prezioso in grado di recuperare e preservare la meccanica dei grandi pianoforti da concerto.
Dal cuore del laboratorio, l’evento si è poi spostato nella raccolta sala da concerto dell’Officina con l’esibizione del Duo Vivid, formato dalla nostra direttrice artistica Chiharu Aizawa e dal marito, il pianista Chong Park: la loro performance a quattro mani ha riempito lo spazio di una vibrante intensità espressiva. e al termine dell’esecuzione, con l’emozione ancora palpabile tra il pubblico, Chiharu Aizawa ha preso la parola per condividere la visione e l’anima del progetto “D’ECHO Milano Music”.
Una casa per la musica

Dopo i doverosi e sentiti ringraziamenti ai diversi partner della serata – fra i quali, oltre naturalmente a Officina 440, anche Cosimo Bisiach di Podere Marella, il cui contributo è stato fondamentale per l’organizzazione dell’intero evento – Aizawa ha voluto aprire il cuore dei presenti citando un simbolo assoluto dell’identità musicale e solidale della città: «Vorrei iniziare il mio breve speech citando le parole di un grande uomo che ha amato profondamente questa città, Giuseppe Verdi:
“Delle mie opere, quella che mi piace di più è la Casa che ho fatto costruire a Milano per accogliervi i vecchi artisti di canto non favoriti dalla fortuna… Poveri e cari compagni della mia vita”.
Ogni volta che leggo queste parole», ha spiegato, «mi emoziono, perché ci ricordano che la musica non è soltanto bellezza, è anche responsabilità. È prendersi cura degli artisti e della cultura che amiamo».
Dando vita a un momento di grande intimità, Chiharu Aizawa ha quindi ripercorso le tappe del suo viaggio personale, un percorso che da un’isola lontana l’ha condotta fino a diventare la regista di questa neonata realtà culturale milanese: «Io sono arrivata in Italia da molto lontano», ha raccontato infatti la nostra direttrice artistica. «Sono nata a Hokkaido, in Giappone, un luogo dove gli inverni sono lunghi, silenziosi e pieni di neve. Quando ero bambina, il pianoforte era il mio giocattolo e il mio modo di parlare con il mondo. Ho continuato a studiare la musica a Tokyo, poi ho cominciato a viaggiare. Non avrei mai immaginato che un giorno quel viaggio mi avrebbe portata fin qui, nel cuore della città di Verdi. Eppure Milano mi ha accolta. Mi ha fatto sognare qualcosa di straordinario: che la musica può creare una casa anche lontano da casa».
L’emozione del racconto biografico si è così legata indissolubilmente alla nascita della nostra Associazione, svelando lo studio e il significato profondo che si celano dietro al nome scelto: «Per questo abbiamo fondato D’ECHO Milano Music. E abbiamo scelto questo nome perché la musica è, prima di tutto, un’eco.
Un suono nasce da un gesto, ma continua a vivere solo quando trova qualcuno che lo ascolta… e lo fa risuonare ancora.
Il nostro sogno è che D’ECHO diventi una casa dove la musica possa continuare a risuonare nel tempo, dove gli artisti possano incontrarsi e crescere, dove il pubblico diventi parte viva di questa storia. Una casa, una comunità. La musica si può creare. Ma ogni casa ha bisogno di persone che la costruiscono».
Non più soltanto un pubblico
Verso la fine del suo discorso, lo sguardo di Aizawa si è rivolto direttamente alla platea, chiamata a partecipare attivamente a un disegno comune: «Questa sera voi non siete soltanto il nostro pubblico», ha infatti concluso. «Questa sera voi siete le persone che possono trasformare questo sogno in realtà. Con il vostro sostegno – come soci, sponsor o semplicemente amici della nostra Associazione – potete diventare parte di questa storia e parte del mio sogno.
La musica ci insegna una cosa molto semplice: una singola nota è fragile. Ma quando molte note si uniscono… nasce l’armonia. E questa sera speriamo che possiate unirvi a noi, per creare insieme questa armonia. Grazie di cuore».
Il discorso si è quindi chiuso fra gli applausi, siglando l’inizio di un percorso in cui arte e desiderio di condivisione si fondono per dare vita a una nuova, grande casa della musica.
Se anche tu vuoi condividere la nostra visione, visita la nostra pagina Sostienici per scoprire da vicino le opportunità di associazione e i diversi modi in cui potresti supportare attivamente i futuri progetti di D’ECHO Milano Music.
